Non basta l’ orizzonte a coprire una sola fossa comune

Rinnego il cielo,
                           padre distratto e lontano.

Seppellitemi a faccia in giu’.
                                                 E baciare la madre
sia
      una speranza di perdono
                                                   per non avere agito..

Trenta o poco piu’ parole per gridare “basta” alla morte che ha perso la coscienza di se’. Questa “morte che non dimentica mai nessuno” ma che sembra aver dimenticato se stessa. Le morti di Gaza, di Sabra e Chatila, di Sarajevo, di Saigon, della piana di Anzio, di Verdun, della guerra dei “Cento Anni” e tante altre ancora.

La morte non puo’ essere altro che terribile ma la morte monotona e ripetitiva; la morte eco lontana dei telegiornali; la morte che sbiadisce nei fogli di giornale per incartare il pesce e’ la morte per davvero. La morte morta che non appartiene alla vita.

 

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2 comments on “Non basta l’ orizzonte a coprire una sola fossa comune
  1. Ste scrive:

    La poesia mi è molto piaciuta. In punta di piedi, chiedo: è tua?
    Porto con me le immagini della bambina palestinese che rovista tra le macerie alla ricerca dei suoi libri.